Corso di Fotografia #6 – Sensibilità ISO

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Benvenuti nella sesta lezione del corso di fotografia, in questa lezione parleremo della Sensibilità ISO!

Corso di Fotografia

Negli articoli precedenti abbiamo parlato del diaframma e del tempo di scatto, mostrando come la variazione di uno dei due parametri impatta sull’ effetto finale dello scatto. In questa lezione invece parliamo del terzo parametro del triangolo dell’ esposizione, la sensibilità del sensore, e dell’ effetto che si ottiene andando a modificare questo valore.

Cosa significa Sensibilità ISO?

Andando a variare i parametri di diaframma e di tempo di scatto, si interviene sulla quantità di luce che attraversa il sensore, per i motivi che abbiamo descritto negli articoli dedicati. Esiste invece una sorta di trucco che permette di modificare la “potenza” del sensore stesso, intervenendo elettronicamente sul segnale in uscita. La sigla ISO è nata a seguito dell’ uniformazione del valore della potenza da parte di fotografi e costruttori, la sigla sta per International Standard Organization.

Come si misura la sensibilità?

La sensibilità ISO altro non è che un range di valori, che parte da un minimo di ISO 50, fino ad arrivare a valori elevatissimi. In questa scala, raddoppiare o dimezzare il valore equivale ad aumentare o diminuire di uno STOP. Ad esempio, la quantità di luce che impressiona il sensore ad ISO 400 sarà il doppio rispetto alla luce che lo impressiona ad ISO 200. Di solito le macchine fotografiche compatte arrivano fino ad un massimo di ISO 800, le entry level riescono a gestire situazioni di ISO 12800, mentre le macchine fotografiche professionali riescono a spingersi molto oltre (anche grazie ad elaborazioni software), ed arrivare ad ISO molto alti.

Cosa si ottiene modificando la sensibilità?

Aumentare la sensibilità ISO comporta una serie di effetti collaterali che danneggiano la qualità finale dell’immagine ottenuta: il rumore digitale.

Il rumore digitale è un calo della qualità dell’immagine che si manifesta con la comparsa nell’immagine finale di:

  1. una granulosità diffusa che determina una perdita di dettaglio sui particolari (detto anche rumore luminoso)
  2. una serie di artefatti colorati (verde e magenta) che modificano la resa complessiva dei colori dell’immagine (viene detto anche rumore cromatico).

Va considerato che questi effetti collaterali non si verificano contemporaneamente in tutte le fotocamere; alcune soffrono solo del rumore luminoso.

Limiti

A questo punto ti starai chiedendo fin dove puoi spingerti ad aumentare la sensibilità ISO della tua fotocamera?

Questo puoi saperlo solo tu in base ai risultati che ottieni. In linea di massima non è mai bene spingersi al limite massimo della tua fotocamera. Se il limite è 6400 ISO allora di solito il rumore digitale è accettabile fino a 1600 ISO. Se il limite è 12800 ISO allora non andrei oltre i 3200 ISO e così via.

Ti mostro un esempio, nella slideshow successiva vedrai diversi scatti della stessa scena con iso diversi, partendo dal valore minimo (ISO 100) fino ad arrivare al valore massimo (ISO 12800).

Come puoi notare, fino ad ISO 3200 il disturbo ottenuto è modesto e non arreca particolari danni allo scatto. Già passando ad ISO 6400 il rumore digitale è molto accentuato ed i dettagli iniziano a non vedersi più. Ad ISO 12800 poi, l’ immagine è totalmente INUTILIZZABILE. 

TUTTAVIA… Dipende anche da che uso farai delle foto…infatti…

  •  Se devi pubblicare le foto su Facebook a dimensioni ridotte, diciamo intorno agli 800px di lato maggiore, il rumore allora lo noti pochissimo, questo significa che puoi spingerti anche a valori molto elevati vicini al limite della fotocamera.
  • Se devi stampare le foto vale la stessa cosa: il rumore si nota molto meno quando subiscono il processo di stampa.

Ovviamente ogni macchina fotografica è diversa ed ha una gestione diversa del parametro ISO. Quindi il miglior modo per scoprirlo è provare, provare ed ancora provare. Queste che leggi sono solo delle linee guida.

 

Per oggi è tutto, nella prossima lezione parleremo del Bilanciamento del Bianco. Se ti sei perso l’ articolo precedente, abbiamo parlato del Diaframma.

Vuoi tornare all’indice del corso? Hai bisogno di approfondire le tue conoscenze in ambito fotografico? Allora dai uno sguardo alla nostra raccolta di articoli dedicati alla Fotografia.

Alla prossima!


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